Stanze Giapponesi, cinque anni dopo

Oggi sono cinque anni di Stanze Giapponesi.

Da quel 15 novembre 2016, che non è in fondo un tempo così lontano, sembra trascorsa invece un’era, con tutto quello che è successo soprattutto negli ultimi due anni. Il Giappone era presente nella mia vita già da prima di questa data, ma cinque anni fa giunse la decisione di condividere con gli altri questa mia passione, trasmettendola con il mezzo che più amo, la scrittura, ed avvalendomi di nuovi strumenti che accompagnassero quello del blog, che già conoscevo per averlo utilizzato in passato.

Il mondo della rete e soprattutto dei social è profondamente cambiato, da quando ho iniziato con Stanze Giapponesi. Tutto sembra andare sempre più veloce e puntare verso l’incoraggiamento a privilegiare impatto visivo e velocità di fruizione, per seguire o talvolta dettare le preferenze ed esigenze del pubblico, che mutano di continuo.

Ho assistito al moltiplicarsi esponenziale degli spazi in rete dedicati al Giappone, tanto da essermi domandata molte volte se non fosse del tutto superfluo, questo mio contributo, anche perché per carattere tendo sempre a considerare gli altri migliori di me o con una sorta di maggior diritto di parlare di certi argomenti. Poi però mi dico che è sempre preferibile la pluralità e la ricchezza di punti di vista, e che forse posso avere un mio piccolo spazio anch’io. Due o tre volte ho pensato di lasciar perdere e mi sono presa qualche piccola pausa.

Dopo cinque anni forse sono arrivata al punto di riuscire a dire, intendendolo veramente e non per darmi una simbolica pacca sulla spalla, che va bene così.

Sono contenta di essere ancora qui, e di continuare a farlo a modo mio, senza forzarmi e senza sentire un qualche tipo di pressione per quello che ho sempre inteso come uno spazio che deve rappresentare qualcosa di positivo e un piacere sin dall’origine, ovvero quando le sue varie componenti vengono create, nella fase di scrittura o nella scelta di una foto da condividere. Credo che infatti in qualche modo lo stato d’animo con cui si è creato qualcosa si trasmetta a chi ne fruisce, così come si percepisce se vi siano altre intenzioni o necessità dietro a delle parole.

Non mi va di sottostare ad un certo tipo di meccanismo che vedo innescarsi continuamente altrove, che sembra cercare di tenere in pugno l’umore, tra picchi di soddisfazione e discese nello sconforto per via di un algoritmo, tanto da spingere a provare a fare quello che fanno tutti e che sembra far ottenere loro risultati, ma che non è magari quello che sei o che vuoi tu.

Per questo, come sapete, sono tornata soprattutto qui nel blog, e faccio capolino nei profili pubblici di Stanze Giapponesi sui social utilizzandoli per quello che ho deciso siano per me, un bellissimo mezzo che però non può diventare la parte prevalente della mia quotidianità. Ho sottolineato il “per me” perché se qualcuno li usa per lavoro o altre attività che richiedano un impegno costante e dedicato, il discorso cambia completamente, ma per il momento non si tratta del mio caso.

Voglio ringraziare ancora una volta chi continua a seguirmi e a leggermi. In passato, quando ho pensato di lasciar perdere, siete stati voi a farmi cambiare idea. Spero che le vostre visite qui si rivelino sempre piacevoli.

I primi cinque anni di Stanze Giapponesi in fondo mi lasciano soprattutto questo: gratitudine.

Grazie ancora a tutti voi.

Prego, accomodatevi e gustate il vostro tè.

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